STORIA DELLA COSTITUZIONE DELL’ OSSERVATORIO AMBIENTALE

Il  D.M. N° 2 DEL 7/1/2014  che  decreta la compatibilità ambientale della riqualificazione della SP 46 Rho Monza contiene :

  • alla pagina 3, il passaggio ( evidenziato in rosso) sul recepimento del parere favorevole della Regione Lombardia,  espresso con  Delibera della Giunta Regionale X/494 del 25/7/2013

  • alla pagine 6/7 ( evidenziate in rosso) le parti che trattano l’istituzione dell’Osservatorio Ambientale

Con il decreto direttoriale del Ministero dell’ambiente  DVA/DEC/2014/333 del 5/11/2014 , conformemente  al D.M. n° 2 , viene costituito l’Osservatorio Ambientale per i lotti 1e 2 ( Paderno, Novate, Bollate).

Con il decreto direttoriale del Ministero dell’ambiente DVA/DEC/2014/366 del 13/11/2014 viene costituito l’Osservatorio Ambientale per il lotto 3 ( Baranzate)

In questo decreto sono precisate le competenze dell’O.A.-

-esamina sotto il profilo ambientale la realizzazione dell’infrastruttura e le ricadute sul territorio

-provvede ad emettere pareri tecnici in merito alle verifiche di ottemperanza.

-sovraintende alla esecuzione del monitoraggio ambientale.

-informa gli enti locali sull’attività dell’Osservatorio

-garantisce piena collaborazione con la Direzione  Generale fornendo tute le informazioni necessarie

-trasmette alla Direzione generale informazioni periodiche

-Un ricorso di Serravalle al T.A.R. Lombardia chiede l’annullamento del decreto 333 per illegittimità in quanto il DM  2 DEL 7/1/2014 prevedeva un unico Osservatorio per i lotti 1,2,3.

In data 14/1/2015 la Direzione Generale con nota DVA/2015/1153,al fine di addivenire ad una rapida  soluzione della vicenda chiede al ProvvedItorato OO PP di Lombardia e Liguria di esprimersi su due ipotesi :

  • Revocare i decreti 333 e 366 per poi procedere ad un nuovo decreto per la costituzione di un unico Osservatorio per i lotti 1,2,3.

  • Revocare il decreto 333 e contestualmente attribuire all’Osservatorio costituito con decreto 366 per il lotto 3, le competenze anche per i lotti 1 e 2.

Il Provveditorato con  nota 521 del 21/1/2015 opta per l’ipotesi n° 2.

Il decreto direttoriale  DVA/DEC/2015/003 del 23/1/2015 revoca il decreto 333

Il decreto direttoriale DVA/DEC/2015/4 del 30/1/2015:

– modifica il decreto 366 attribuendo all’O.A. anche le competenze per i lotti 1  e 2.

-stabilisce che le spese di funzionamento dell’O.A. siano a carico di Serravalle e Aspi

-sancisce che l’operatività dell’O.A. è stabilita dall’avvio delle attività  fino al completamento di tutte le attività connesse alla realizzazione dell’opera e per un periodo di 12 mesi di monitoraggio ambientale post operam.

L’articolo 4 del decreto 366 ( quello nato per il lotto 3 e poi esteso con decreto 4 del 30/1/2015 ai lotti 1 e 2) stabilisce che “l’incarico affidato con il presente provvedimento ha la durata di 3 anni dalla data di avvio delle attività dell’Osservatorio Ambientale come indicato nel citato decreto di VIA”. Si sta parlando dell’attività dell’O.A. e di regole per i suoi componenti. 

Sulla base di quanto sopra accade che : l’incarico dei componenti dell’Osservatorio Ambientale è scaduto (Gennaio2015-Gennaio 2018), ma l’O.A. IN QUANTO ORGANISMO, è in carica dall’avvio fino a 12 mesi dal termie dei lavori. L’osservatorio ambientale ,in quanto istituzione, costituito a norma dei decreti sopra citati, non è mai stato revocato perché è previsto che duri in carica 12 mesi dopo il termine dei lavori cioè, quantomeno, fino al 2020 se non 2021. Però è un organismo, oggi, svuotato dei suoi componenti.

Il decreto legislativo 104 che ha riformato le procedure di valutazione di impatto ambientale, utilizzato da Lo Presti per imbastire tutta l’operazione di cessazione dell’O.A,è del del 16/6/2017 e regola, secondo noi, nuovi rapporti e nuove situazioni. Non può avere effetto retroattivo e quindi applicabile all’Osservatorio costituito nel 2014 e modificato nelle sue competenze a gennaio 2015.

Di seguito lo stralcio del Decreto legislativo 104 del 16/6/2017 che ha riformato le procedure di valutazione di impatto ambientale e che riguarda gli Osservatori ambientali.

articolo 17, comma 2:

L’autorita’ competente, in collaborazione con il Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo per i profili di competenza, verifica l’ottemperanza delle condizioni ambientali di cui al comma 1 al fine di identificare tempestivamente gli impatti ambientali significativi e negativi imprevisti e di adottare le opportune misure correttive. Per tali attivita’, l’autorita’ competente puo’ avvalersi, tramite appositi protocolli d’intesa, del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente di cui alla legge 28 giugno 2016, n. 132, dell’Istituto superiore di sanita’ per i profili concernenti la sanita’ pubblica, ovvero di altri soggetti pubblici, i quali informano tempestivamente la stessa autorita’ competente degli esiti della verifica. Per il supporto alle medesime attivita’, nel caso di progetti di competenza statale particolarmente rilevanti per natura, complessita’, ubicazione e dimensioni delle opere o degli interventi, l’autorita’ competente puo’ istituire, d’intesa con il proponente e con oneri a carico di quest’ultimo, appositi osservatori ambientali finalizzati a garantire la trasparenza e la diffusione delle informazioni concernenti le verifiche di ottemperanza. All’esito positivo della verifica l’autorita’ competente attesta l’avvenuta ottemperanza pubblicando sul proprio sito web la relativa documentazione, entro quindici giorni dal ricevimento dell’esito della verifica.

 

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